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Il mistero del Minuetto

Ultimamente ci siamo imbattuti in un caso davvero clamoroso che merita sicuramente uno articolo su questo sito. Si tratta del Minuetto BWV Ahn 116 dal Notenbüchlein für Anna Magdalena Bach; un brano bellissimo scritto da Johann Sebastian Bach, uno dei tanti piccoli capolavori che compongono questa raccolta.

Premetto che di questo brano sono in mio possesso ben tre edizioni differenti, una tratta da “Il mio primo Bach” edizione Ricordi, una dal “Notenbüchlein für Anna Magdalena Bach” edizione Bärenreiter Urtext  e un’altra, “24 pezzi dal libro di Anna Magdalena”(Montanari-Mezzena) edizione Bèrben. La questione è nata per puro caso, nel senso che normalmente non confronto i testi dei vari editori e utilizzo la Bärenreiter (sia per un discorso soggettivo che oggettivo); purtroppo questa edizione è totalmente sprovvista di indicazioni di diteggiatura, quindi, quando mi accingo a studiare un nuovo brano, mi aiuto di solito con l’edizione Ricordi. Mentre ero intenta a trascrivere la diteggiatura sulla Bärenreiter mi sono accorta che la battuta n.15 veniva così riportata:

l’edizione Ricordi invece presentava questo:

Una discordanza di note, un do-do-sol contro un do-re-sol. Inizialmente ho pensato che si trattasse di un errore di stampa, può capitare e non ci sarebbe nulla di male, ma arrivata alla battuta n.39 ho trovato un’altra differenza:

Ed. Bärenreiter

Ed.Ricordi

Di nuovo do-do-sol contro do-re-sol ma non solo. Questa volta trovo un la-si nella Bärenreiter e una terzina la-si-do nell’edizione Ricordi. Due volte lo stesso errore mi sembrava veramente troppo, considerato anche che c’era una nota mancante o una nota di troppo a seconda dell’edizione che si prendeva in esame. Ho deciso allora di confrontarle entrambe con la terza edizione in mio possesso, la Bèrben:

Battuta n.15

Battuta n.39

 

Risultato: l’edizione Bärenreiter era una voce fuori dal coro. L’edizione Ricordi e quella Bèrben coincidevano perfettamente; mi apprestavo quindi a studiare il Minuetto così come era riportato nelle due edizioni concordi.

Questa vicenda però mi aveva lasciato alquanto perplessa e così ho deciso di sottoporre la questione al mio Maestro; nella mia ingenuità musicale pensavo che il fatto che due edizioni fossero esattamente allineate volesse dire che l’unica discordante (la Bärenreiter) fosse quella non corretta. Mi sbagliavo. La prova definitiva ci è arrivata dal sito www.bach-digital.de, un sito interamente dedicato alla digitalizzazione di autografi e manoscritti bachiani: proprio la prova schiacciante che cercavamo!

Da questo ulteriore confronto è emerso che in realtà l’unica edizione corretta era la Bärenreiter, che (come mi ha poi spiegato il Maestro) riportava la scritta “Urtext”, cioè “tratta dal testo (originale)”; vedere le note scritte dalla mano di Bach è stata un’emozione bellissima e una piacevole scoperta, ma soprattutto aver avuto finalmente una risposta conclusiva è stato un sollievo.

Ora posso suonare il Minuetto così come lo ha scritto Bach e non come lo hanno pubblicato gli editori e soprattutto presto maggiore attenzione nell’acquistare solo spartiti che siano appunto “urtext”.

Mi restano però ancora delle domande: come è possibile che ci siano errori così clamorosi nei testi? È verosimile pensare che nessuno finora se ne sia mai accorto? E se si, come mai non è stato corretto lo spartito? Non posso pensare, ad esempio, che per centinaia di anni potremmo aver studiato le parole sbagliate della Divina Commedia, così come non posso tollerare che vengano pubblicate note sbagliate quando con la semplice verifica che ho potuto fare io stessa si può venire a capo del mistero del Minuetto.

Insomma, fate sempre molta attenzione alle edizioni che acquistate, se avete qualche dubbio confrontatele con altre e soprattutto chiedete sempre aiuto a chi ne sa più di voi!