Biblioteca della Musica

Per gli studenti, i musicisti, gli appassionati.. e non solo!

I Dubbi del Musicista

Struggimento

“Come facciamo a sapere se quello di cui ci occupiamo è musica? Come sappiamo se siamo degli artisti? Come facciamo a sapere se quello che sentiamo dentro la testa e mettiamo sulla carta è musica? La sola cosa che uno può esprimere in qualunque momento è se stesso”. Queste bellissime parole, così significative, appartengono ad uno dei maggiori esponenti del Romanticismo musicale tedesco, il compositore Robert Schumann, protagonista (insieme alla moglie e pianista di fama internazionale Clara Wieck) del romanzo “Struggimento”, di J.D.Landis. Questo è uno di quei libri che vale la pena leggere, una di quelle storie che ti travolgono e ti tengono incollata, pagina dopo pagina, fino alla fine, quando guardando l’ultimo punto ci si chiede perché sia già finita e si vorrebbe ricominciare a leggerla da capo.

Cos’ha di speciale? Se fossi un critico letterario direi che la prosa è scorrevole, le descrizioni dettagliate,  che lo sfondo politico e sociale emerge attraverso il racconto delle vicende dei protagonisti e un altro miliardo di noiosissime frasi da critico letterario. Quello che invece voglio dirvi è che questo romanzo di speciale ha lui: Robert Schumann. Sicuramente lo conoscerete già tutti come compositore, probabilmente avrete ascoltato alcuni suoi brani e magari avrete anche studiato o suonato qualche sua opera, ma quello che c’è dietro la musica, il bambino, il ragazzo, l’uomo, il marito, il padre, è un mondo parallelo, un profondissimo lago di emozioni in cui vale la pena immergersi.

 

Il romanzo cerca di essere una ricostruzione il più possibile fedele alla reale vita di Schumann, fatta attraverso le sue lettere, i suoi diari, le cronache dei giornali dell’epoca e i resoconti dei medici, partendo dalla sua nascita fino alla morte avvenuta nel manicomio di Endenich. Solo. Dopo più di due anni di internato. Il motivo della sua pazzia? È noto a tutti (o così pare): un freddo e piovoso giorno di marzo è uscito di casa in vestaglia e pantofole, ha lanciato la sua fede nuziale nel Reno e poi si è gettato anche lui nelle gelide acque del fiume. Se non fosse stato recuperato da due pescatori che si trovavano a passare in barca in quel momento probabilmente sarebbe morto. Tentato suicidio. O per lo meno è così che venne classificato.

Ma non solo. Soffriva di allucinazioni uditive. Capite? Sentiva la musica in testa! A dir poco stravagante che uno dei più grandi compositori dell’Ottocento sentisse delle note risuonare nella sua mente… ad ogni modo, per questi motivi venne ricoverato (internato) ad Endenich e trascorse gli ultimi due anni della sua vita oscillando tra il desiderio della vita (progettava la sua fuga dalla clinica con un atlante sulle ginocchia, elencando in rigoroso ordine alfabetico le città in cui sarebbe passato e immaginando di ricongiungersi alla creatura che più aveva amato al mondo, sua moglie Clara) e il desiderio della morte (negli ultimi tempi aveva smesso di mangiare e i medici furono costretti a nutrirlo con una sonda per evitare che morisse di fame).

Una vita segnata fin dall'infanzia dai numerosi lutti avuti in famiglia, dall’adorata sorella Emilie, che si suicidò gettandosi nel fiume (strana coincidenza), all’amato padre, (trovato morto nel suo studio in casa da Robert stesso), aggravata dagli insuccessi professionali (le sue composizioni vennero considerate troppo moderne, quindi incomprensibili per i suoi contemporanei) e consumata da abitudini discutibili: beveva troppo e fumava troppo, o almeno questo era quello che gli rimproverava sempre suo suocero Frederick Wieck (nonché suo insegnante di pianoforte), oltre al grave problema dell'insonnia, che lo affliggeva da sempre. Perciò capitava che stesse sveglio per diversi giorni e notti consecutivamente con il sigaro in bocca davanti al suo strumento, come in trance, componendo Lieder, Concerti, Sonate, Sinfonie, mentre i suoi occhi azzurri si arrossavano e si gonfiavano sempre di più senza rimedio.

Descritto in questo modo potrebbe davvero sembrare pazzo, ma non bisogna farsi ingannare dalle apparenze: come ognuno di noi, anche Robert aveva il suo doppio, l’altra parte della sua anima e della sua vita. L’amore. La passione certo, la tenerezza e la dolcezza, ma sopra ogni cosa l’amore. Per le donne all’inizio e poi per una sola, Clara. Un amore incondizionato, capace di mantenerlo sobrio ed equilibrato, perfino di farlo dormire per qualche ora. Una donna adulata e venerata al modo dei poeti dello Stilnovo, per la quale ha sofferto, aspettato, combattuto e che infine ha ottenuto, sempre con il dubbio di non essere degno di lei.

E l’amore per la Musica. Un amore così intenso da costringerlo a lasciare gli studi di giurisprudenza (e un lavoro sicuro e stabile) per prendere lezioni di pianoforte, così esagerato da indurlo a rovinarsi irrimediabilmente un dito con esercizi forsennati su macchine diaboliche che dovevano allungare la mano, così appassionato da farlo piangere per la morte di Schubert più che per quella di sua madre, così elevato da farlo innamorare (come fece del resto sua moglie) di un giovane pianista di nome Brahms.

Tutto questo e molto più di questo troverete nel libro, che non poteva avere un titolo più azzeccato: Struggimento. Mi sento con tutto il cuore di consigliarvelo, perché dopo averlo letto ascolterete la musica di Schumann con altre orecchie e capirete le sue composizioni con il cuore e non più con la testa, vi domanderete come sia stato possibile che sia morto da solo e in disgrazia ma soprattutto vi chiederete (come me e come il suo medico di Endenich) per quale motivo fosse stato considerato pazzo; perché anche se un genio sensibile e una mente fuori dal comune possono essere incomprensibili, ciò non significa che colui che le possiede sia insano. Le cime più alte più alte degli alberi sono sempre percosse da un vento molto più forte.